Visualizzazione post con etichetta Vita quotidiana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vita quotidiana. Mostra tutti i post

sabato 16 aprile 2011

Qual è il mio libro preferito?


Mi sono iscritta ad Anobii...
Semplicemente perché l'altro giorno, scrivendo dieci cose a caso su di me, ho realizzato che non saprei dirvi qual è il mio libro preferito.
Per due motivi: ce ne sono tanti che mi sono piaciuti moltissimo e che mi hanno lasciato qualcosa di speciale, scegliere è difficile.
Ma soprattutto non ho in mente, sempre presenti, tutti i libri che ho letto e, considerando la mia memoria schifosina, corro l'enorme rischio di non ricordarli tutti, soprattutto di non ricordare quelli più importanti, li lascerei fuori e poi, a domanda specifica "Hai mai letto tal libro?", mi batterei una mano sulla fronte e direi "aaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhnnnnnn!!! (sì, con questo esubero di lettere) Ma certo che sì! Mi ero dimenticata".

Imbarazzante, decisamente imbarazzante. Dovevo correre ai ripari.
Così ho pensato -viste anche le rotture di maro... ehm, la calorosa insistenza di un collega filosofo- che avere un servizio gratuito per organizzarli con copertine, genere e autori, non fosse affatto male... quando avrò finito forse sarò in grado di stilare una breve (?) classifica.
Nel frattempo, se nei prossimi giorni sembrerò assente, sarà perché starò inserendo titoli e stelline ai libri letti :)

Ah, e mi piace anche che ci sia la possibilità di visualizzarli come su una vera libreria di legno, lo so è una sciocchezza, ma è una sciocchezza carina *_*
Se vi va aggiungete pure Euforilla... vediamo se voi sapete rispondere a bruciapelo: qual è il vostro libro preferito?

PS
Ho editato il post su Ubuntu. Aggiunto un settimo motivo che avevo dimenticato (ecco appunto, a proposito di memoria schifosina), è sui virus :)

sabato 26 marzo 2011

7 buoni motivi per scegliere Ubuntu (Linux per esseri umani)

img per cortesia di google images

Perché passare all'informatica libera?
In genere, se il motivo è buono davvero, ne basta solo uno per convincersi.
Ma si dà il caso che con Ubuntu ci siano davvero sette motivi, e tutti buoni!

1) È gratis. E lo sarà sempre. E non solo è gratis il sistema operativo, ma anche tutti i programmi e i plugin di cui potrete mai avere bisogno. In più comprando un PC senza sistema operativo già al suo interno, risparmiate un bel po' di soldi.

2) È facile. Inserite il vostro CD con su l'animaletto che preferite e in mezz'ora, dico 30 minuti d'orologio, avete un nuovo OS, cha ha trovato da solo tutti i driver di cui aveva bisogno, internet e ha già fatto pulizia dopo l'installazione. Poi qui c'è tutto lo scibile necessario ;).

3) È intelligente. 30 secondi cronometrati per accendersi ed essere utilizzabile davvero (niente clessidrine che compaiono sulla schermata pronta a farvi aspettare il tempo di preparare una cena da 12 portate). Nel caso ci fosse un errore... si ripristina da solo (sono stata testimone di questo miracolo, non s'accendeva, ho tenuto premuto shift, è comparsa una schermata che mi diceva di ripristinare una vecchia versione, ho clickato, et voilà, come nuovo, nemmeno un dato perso).
Oh, e di quei programmi e plugin gratuiti che dicevo prima vogliamo parlarne?
C'è l'USC (Ubuntu Software Center), cercate la parola chiave (dai giochini ai programmi seri), clickate sul bottoncino del programma che avete scelto e questo si scarica e si installa da solo, perché è già adatto al vostro sistema operativo, fa tutto quanto da solo.
Ah, e nel caso in cui il vostro pc sia un po' vecchiotto e acciaccato, Ubuntu ve lo restituisce come nuovo (io pensavo di dover dire addio a certi driver video, al touch pad e ai tasti coi comandi speciali... miscredente che ero!)

4) È bello. Grafica leggerissima, piacevole... e soprattutto con le finestre molli! No, beh, anche questo è solo un plugin che potete aggiungere se volete.

5) È compatibile. Qualsiasi programma a cui voi possiate mai pensare, state sicuri che ne esiste una versione adatta o addirittura fatta apposta per il software libero (per nominarne uno su tutti GIMP ;)). Nel caso invece vi serva un programma non libero ci sono un sacco di rimedi per far girare suddetto programma tranquillamente su Ubuntu (cavoli, potete perfino far girare Windows su Ubuntu!). E non dovete nemmeno essere dei nerd di prima categoria, basta saper usare google e quando doveste trovarvi in difficoltà (molto difficile se avete un uso ordinario) basta googlare il problema che avete (io ho anche imparato a usare la riga di comando per un paio di cosine ^_^).

6) È il primo. Qualsiasi cosa voi abbiate visto in giro, e quindi qualsiasi cosa voi possiate venirmi a dire sul genere "quella grafica, quel desktop cubico, quell'altra cosa lì l'ho vista su questo e quest'altro OS"... vero... ADESSO l'avete visto. Linux & co lo fanno da almeno dieci anni, credo sia una media affidabile.
E una versione del kernel di Linux è alla base del Mac OS (e quindi in teoria non avrebbero potuto venderla... ma vabbeh, non facciam polemiche!).


7) È sano. Ovvero non prenderà mai virus. Perché? Semplicemente perché, essendo gratuito, nessuno svilupperà mai virus per crearvi la necessità di un antivirus a pagamento: nel caso doveste prendere qualcosa di strano ci sarebbe comunque una soluzione, un antivirus, gratuito, come tutto il resto del sistema! Meraviglioso, no?

Insomma, per citare Guzzanti in modo molto barbaro e maldestro: cosa deve fare ancora Ubuntu? Spazzarvi per terra?

PS
Io uso Ubuntu Lucid Lynx da quasi un anno, e a volte ancora scopro cose nuove e meravigliose. Il pc e l'OS non sono rallentati di una virgola né nessun tipo di problema. Certo, il mio uso del pc è legato a software semplici "da ufficio" e "da svago", ma Mr Faun lo usa (insieme a un bel po' di programmi professionali gratuiti fatti apposta per Ubuntu) anche per registrare, editare e mixare canzoni che lui&band scrivono e suonano... e non è proprio come usare il registratore dei Lego :D
Da tutta questa pubblicità positiva io non ci guadagno una lira, perché appunto Ubuntu è gratuito, anzi, sto seriamente pensando di fare una donazione agli sviluppatori.

l'adesivo di ubuntu sul mio portatile *_*

martedì 8 marzo 2011

8 marzo


A chi s'incazza se l'8 marzo non riceve una mimosa (che fra l'altro puzza e semina ovunque), a chi pensa che sia finalmente arrivato il momento di fare follie, a chi pensa che parità dei sessi sia potersi permettere uno spettacolo di striptease maschile senza sensi di colpa, a chi pensa che è solo oggi che ci si debba ricordare di onorare madri sorelle amiche e morose, a chi pensa che è una festa del tutto commerciale, a chi ci specula su con pacchettini di fiori gialli pallidi e striminziti cari come il fuoco, a chi organizza feste che sono svilenti (per usare un termine civile), a chi pensa che emancipazione sia avere finalmente il permesso di una serata con le amiche, insomma, a tutti coloro che hanno un'idea completamente sbagliata del perché si festeggia la festa della donna.

Wikipedia ve lo spiega in tre righe: "La giornata internazionale della donna, comunemente definita festa della donna, ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo."

Perché la mimosa? Perché è uno dei primi fiori che si trova in abbondanza in quel periodo, e perché leggenda urbana vuole che fiorissero fuori dalla fabbrica (americana? tedesca? russa? son leggende) in cui morirono bruciate centinaia di donne (costrette a lavorare quel giorno, chiuse dentro, costrette a lavorare in condizioni quasi da schiavitù).

Wikipedia, ancora una volta, racconta tutto per bene. E google ha una bella pagina con una bella iniziativa. Poi ci sono ancora anche i siti di Se non ora quando, e Non+.

Perché ci tengo tanto? Perché mi infervoro tanto? Perché se vogliamo fare i filosofi e i pignoli "la donna" è la più grande minoranza culturale, prendete qualunque cultura e popolazione, la donna ha sempre un ruolo inferiore. Perché anche nel 2011 quando fai un colloquio nella civilissima Europa, nella civilissima Italia, ti chiedono se hai un fidanzato, da quanto dura la storia e se fate sul serio, e se vuoi sposarti e se vuoi una famiglia.
Perché c'è ancora chi pensa che funzione unica della donna sia trovarsi un lavoretto serio e poi pensare ai marmocchi (far carriera? Eresia!!! Non vuoi figli? Egoista!!!), perché c'è ancora chi crede che la tua felicità faccia rima con l'ammorbidente perfetto, che la tua ragione di vita sia dividerti fra pentole e ferri da stiro... O fra cosce e perizomi...
Perché se hai due lauree, 25 anni e sei ancora a casa coi tuoi (perché lavoro non ce n'è, perché quando c'è è uno sfruttamento bello e buono... che tra un po' ti chiedono di pagare tu per andare a lavorare, perché se e quando cercano vogliono gente giovane ma con esperienza... però se l'esperienza nessuno me la fa fare è grigia... ma di questo magari parliamo un'altra volta) sei un bamboccione, e quasi quasi faresti meglio a trovarti un vecchio rimbambito e ricco che ti mantiene...

Io non ci sto, io festeggio l'8 marzo, anche senza mimose, perché io voglio la dignità.

sabato 26 febbraio 2011

Trucco fai da te (e riciclo!)


Tanto per rimanere in tema col post di stile di questa settimana, come promesso vi svelerò i segreti della palette di trucchi nella custodia del dvd.

Innanzitutto ci tengo a mettere i puntini sulle i: non è farina del mio sacco, altre menti geniali meritano le lodi per avermi illuminata. 
Sapevo che doveva esserci un modo per farsi una trousse in casa: scollare le cialde con una candela (Consiglio di Euforilla: mettetevi un fazzoletto su naso e bocca, tenete le finestre aperte e fate pausa ogni due o tre cialdine... e occhio che poi scottano, quindi tenete il tutto con una pinza e poi aspettate un po'... non come me che mi son dimenticata, una è volata ed è così che alcune ne portano i segni!) e riadattare una custodia da dvd, non ho un tutorial specifico, avevo giusto letto da qualche parte "trousse nella custodia del dvd" e quindi ho fatto di conseguenza (CdE: la colla a caldo è una fuffa, non pensate nemmeno alla vinilica, l'unica è il superattack. E poi un bel foglio colorato nel porta copertina ed è fatta!).
Questo è il risultato:

(sul fondo ci sono un marrone, un bordeaux, un paio di color "pelle" e un fard rosa... ora vediamo se indovinate di che colore sono i miei occhi? :P).

Ma c'è dell'altro DIY, che va pure nell'ottica del riciclo: cosa fare con ombretti stravecchi, o che non usate per il colore osceno, o che volete sostituire con prodotti "verdi"? Usateli per dipingere! O passateli a qualcuno che dipinge, con le seguenti istruzioni: mischiate la polverina a della colla vinilica, et voilà! Acrilici superlucidi e cangianti pronti all'uso!

 


Infine, vi do i colori e non i pennelli??? Sia mai! Quest'estate mi sono cucita finalmente il mio rotolo portapennelli, due semplicissimi rettangoli di stoffa con applicata in mezzo una striscia leggermente elasticizzata con tutti gli spazi per i pennelli. Ma non è questa la cosa interessante! Questo video di EnKore vi spiegherà (scommetto che ce ne sono molti altri, ma questo è quello che ho seguito io) come i pennelli più "profèsscional" sono del tutto identici a comunissimi pennelli da pittura che trovate per una frazione del costo in coloreria.
Si trovano anche i loew cornell in Italia ;) e funziona alla grande! (Oh, quello grosso da fard ho dovuto accorciarlo, ma un po' di carta vetrata e smalto per unghie nero e non si nota che ha il manico tagliato, e quello piegato l'ho semplicemente piegato con le pinze)



I video su youtube possono farvi venire una strana mania di avere ogni genere e tipo di pennello, però se poi ci pensate bene possono bastarvi solo quelli che usereste più spesso.

Infine un altro paio di link a una ragazza che ho conosciuto la sera dopo il post sui miei MUguru preferiti, fa dei numeri spettacolari!
Il suo blog, e il suo canale youtube.

martedì 15 febbraio 2011

Buon Compleanno!


Buon compleanno Professione Musa!
Anche se ormai il nome è caduto quasi in disuso... quindi buon compleanno Euforilla!
Dunque, dietro suggerimento di Joanne terrò il giveaway aperto ancora un po', così da dare più tempo a chi vuole partecipare e soprattutto a chi mi sta aiutando a diffondere la notizia (figliuole siete meravigliose, grazie grazie mille, spero di non aver dimenticato nessuno! Grazie ancora, non ho parole!).

In ogni caso voglio annoiarvi con una ricapitolazione di un anno di blog, ho imparato molte cose.
Avevo già avuto dei blog, ma niente di sistematico, niente di produttivo, ci scrivevo robe astruse e adolescenziali.
Questo invece mi ha insegnato a scrivere un po' più "come me" (se andate a riprendere i primi post... brrr... io rabbrividisco! Ero ormai abituata alla scrittura per saggi universitari, scrivevo come una con una scopa su per... vabbeh).
Ho imparato ad organizzarmi e portarmi avanti col lavoro.
A impaginare un blog e un post in modo più accattivante e funzionale alla lettura.
Ad apprezzare le cose che crescono pian piano, prima non sopportavo che le cose non fossero "tutto e subito", qui mi son calmata.
Ho imparato a uscire un po' dal guscio, mettendoci del mio, girando per altri blog e commentare con la mia opinione, usando almeno un pochino i social network, anche chiedendo aiuto (col rischio di infastidire molte persone)... adesso ho anche intenzione di pubblicizzarmi un pochino più spudoratamente.
E soprattutto a mettermi alla prova: ho voluto aprire un blog perché ho pensato che blog in italiano di questo genere ce ne sono pochi, ed era giusto condividere le risorse che abbondano in inglese, perché speravo che le mie seghe mentali fossero utili anche ad altre persone nelle mie stesse situazioni (visto che ho provato sulla pelle cosa vuol dire pensare di essere l'unica idiota a farsi tanti problemi e dopo eoni sentirsi dire "ah sì anch'io" "massì che vuoi che sia ci son passati tutti"... ditemelo no? che non mi sento sola!), e perché volevo dimostrare a me stessa di essere in grado di avere un progetto e mantenerlo anche oltre quelli che vedevo come i miei obblighi e quindi come priorità assolute (all'epoca: laurearmi), cosa che poi ha portato da due a tre post la settimana, tutti tradotti, alle "sfide dei 21 giorni" (che per forza di cose sono un po' lente, ma continuano, ve lo assicuro), a un giveaway con tanto di petizioni via mail, a un vero assetto mentale positivo, continuo a dirlo: le liste delle cose per cui siete grati funzionano davvero!
In un anno mi sento leggermente cambiata, e mi piacciono i cambiamenti che ho fatto, mi piacciono davvero, e spero di continuare così!

Ma soprattutto ho realizzato che tutto quello che scrivo, lo scrivo prima per me stessa: ho bisogno di riordinare questi pensieri, voglio aiutarvi, ma sono sulla vostra stessa strada, proprio di fianco, e "dover" scrivere queste cose affinché vi siano comprensibili, mi dà chiarezza, parafrasare queste cose come se non fossero miei problemi e pensieri, ma i garbugli di qualcun altro che ha bisogno di consigli mi aiuta davvero a mettere le cose in prospettiva, ricordarmi che non son da sola e che non devo prendere tutto così seriamente.

Quindi grazie a voi, a tutti, quelli che vengono qui regolarmente, quelli che mi hanno lasciato i miei primi (ed esaltanti: u-uhh commenti!) commenti, quelli che son passati di qui per sbaglio, quelli che si leggono "via con la timidezza" quattro volte al giorno ma sono troppo timidi per dire qualsiasi cosa (anche che sono tutte vaccate), a quelli che qui son nuovi... grazie!
Buon compleanno Euforilla, e un buon noncompleanno a tutti quanti! :)

sabato 29 gennaio 2011

Minivaligia per miniviaggi


Cosa diamine si mette in valigia quando uno ha un trolley formato scatola di scarpe, due giorni di tempo e tre maglioni giganteschi?
Devo dire che, dati soprattutto i miei budget, ultimamente tutti i miei viaggi non durano più di quattro giorni, quindi sono diventata piuttosto bravina a impacchettare la roba.

Per quanto riguarda i vestiti è semplice: informarsi il più accuratamente possibile sulle previsioni meteo/temperature/clima, contare accuratamente i giorni e le notti in cui starete via, e ovviamente quello che farete (lunghe scarpinate in città? pigiama party lungo un weekend dalla vostra amica oltremare? terme? picnic in montagna?).
Fatto questo contate l'esatto numero di cambi di biancheria che vi servono, più uno di scorta. Poi ci sono gli abiti da viaggio, andata e ritorno, un cambio che non si sa mai, e un affarino sfizioso per una serata fuori, oppure un maglione extra se è il caso. Il trucco è portare roba interscambiabile, così non dovrete impazzire con gli abbinamenti. In teoria potete cavarvela con un solo paio di scarpe: quelle che avete su, ma se stringete un po' ce ne sta anche un altro (consiglio ovvio: gli anfibi metteteli per il viaggio, le ballerine infilatele in valigia, tengono meno posto).

MA! E qui arriva il bello... o il difficile: che siano due giorni e una notte, o due settimane o due mesi il beauty con le cose per il bagno è sempre delle stesse dimensioni, peggio, in proporzione col trolley è quasi più grande.
Ditelo a me, che ho pure boccette e boccettine con i liquidi delle lenti da scarrozzarmi sempre in giro. Ma la soluzione c'è: i campioncini delle profumerie/erboristerie.
Liquidi delle lenti a parte nell'equivalente di un astuccio per biro ci stanno: due o tre campioncini di bagnoschiuma, di crema corpo e di crema viso. Poi magari nei bottiglini "presi" in qualche vecchio hotel ci potete strizzare un po' di detergente e di tonico, tre o quattro dischi di cotone, una manciata di cottonfiocc, il tubetto quasi finito di dentifricio, il campioncino di deodorante, elastici e forcine, lo spazzolino e... vabbeh, la spazzola terrà un po' di posto insieme al litro di soluzione salina.
Ma c'è di più! Per quanto riguarda i trucchi ho trovato la soluzione salvaspazio anche per quelli: ho fatto la mia trousse personale in una custodia di dvd e mi sono pure cucita il rotolo portapennelli, così non devo sacrificare più nulla se non mi va! Ma siccome queste sono cose che meritano un post tutto per loro rimando a un'altra volta, coi link ai tutorial che ho seguito e cose così!

martedì 25 gennaio 2011

Forme e Illusioni Ottiche


Non starò a farvi una storia dell'abito, se no dovrei partire dal '600 quando l'abito faceva effettivamente il monaco, e quando anche i comuni mortali iniziavano a potersi permettere qualcosa che non fosse un informe pezzo di stoffa coi buchi per mani e testa, ma anche qualcosa di usato e colorato (ebbene, i mercatini dell'usato per i vestiti non sono cosa recente!), togliendo l'esclusiva alle sole famiglie nobili, borghesi e abbienti. Anche perché diciamocelo, fino ad allora avere un vestito era come avere una piccola opera d'arte, un pezzo d'alto artigianato da passarsi di generazione in generazione.
Poi basta guardare statue e dipinti per capire come nei secoli (dei secoli amen) la concezione di bellezza per la donna sia man mano cambiata: le burrose preraffaellite non hanno assolutamente niente a che fare con le modelle pelle e ossa e pure androgine degli anni ottanta.
Curioso notare che negli anni di economia scarsa la donna che piace è abbondante, mentre viceversa in anni di abbondanza di pecunia la donna va minimal.
Cooomuuunque...
 
Supponendo che alla base della voglia di avere un proprio stile ci sia pure la voglia di "stare bene" occupiamoci dei vari tipi di fisico che ci sono in giro e cosa farne.
Punto primo: nella vostra ossatura, nella forma del naso, nella larghezza delle spalle, nel colore dei capelli ci sono i vostri genitori, i vostri nonni, i loro nonni, e via discorrendo fino alla notte dei tempi, siete il risultato di millenni di evoluzione, siatene fieri.
Punto secondo: ogni tipo di fisico ha pro e contro. Dimenticate le modelle quattordicenni e fotoscioppate, sono appunto quattordicenni e fotoscioppate, perciò irreali.
Punto terzo: non importa se i vari siti online dicono che col vostro tipo di fisico la tal cosa non la potete mettere, se a voi piace mettetela lo stesso, vi starà meglio solo per come vi fa sentire (in fondo qui stiamo parlando di stile personale, non cosa mettersi per fare bell'impressione a un colloquio di lavoro!). E poi, posso dirlo? Vestire bene una che è un manichino ambulante è un conto, siamo tutti bravi a infilare cosine carine sulla barbie, ma vestire bene una persona con un fisico fuori da certi "canoni" (e chi diamine li ha stabiliti???) è già più difficile, e lì uno stilista dovrebbe dimostrare quant'è bravo. TSK U_U
Punto quarto: pronti alla frase cliché e sdolcinata? State su dritti e sorridete. Fa la differenza. Punto. Non voglio sentire obiezioni. Domani mattina, quando vi svegliate spettinati, col pigiama pieno di pieghe e vi trascinate in bagno guardatevi così come siete, poi tiratevi su dritti e sorridetevi, vi sentirete completamente idioti, garantito al limone, ma la differenza si nota. Giurin giurella!
Punto quinto: non c'è niente di difficile, è solo questione di illusione ottica per creare proporzione.

Sono convinta che tutti, bene o male, sappiamo già scegliere cosa ci sta meglio, ormai la pratica dovrebbe aver insegnato. Ma una rinfrescatina alla memoria fa sempre bene!
Siccome non voglio, e non ho nemmeno le competenze per, trasformare questi post in una cosa trita e ritrita che una qualunque veloce ricerca su google può fornirvi con più dettagli, facciamo che riassumo i punti principali, e poi sta a voi applicare quelli che vi servono di più (anche perché c'è una cosa che le catalogazioni generali sembrano non considerare, prendiamo per esempio la donna mela, dicono tutti di mettere in risalto le gambe... ma se una le ha pure corte? o troppo lunghe? rischia di far sembrare il busto tozzo o corto... no buono!).
Parlavo di illusione ottica per creare proporzione, che si tratti di far sembrare le spalle più grandi per combaciare coi fianchi, o per far sembrare il torso più corto, alla fin fine i consigli sono sempre quelli.
1) Creare proporzione fra spalle, vita e fianchi, e fra gambe, torso e collo. Ci si avvale di "tagli" dei vestiti, colori e fantasie. Si nasconde ciò che si vuol far sembrare più piccolo o corto o stretto, e si esalta o sottolinea ciò che si vuole far sembrare più grande, alto o largo.
2) Qualsiasi consiglio rischia di essere a doppio taglio, dovrete valutare voi caso per caso e applicare un po' di buon senso: una maglia un po' morbida e "drappeggiata" (wow sentite come uso i termini tecnici, sembro quasi seria!) può nascondere un po' di pancetta, ma una maglia troppo grossa vi fa solo sembrare grosse. Un paio di pantaloni aderenti sottolinea le gambe, ma troppo stretti vi ci strizzano dentro. Capite cosa intendo per "doppio taglio"? E poi non si può negare la comodità di vestiti della giusta misura.
3) Elementi per esaltare: fantasie geometriche, optical, floreali; colori chiari e vividi; dettagli come ricami, tasche, applicazioni, decori vari, cuciture e chiusure a vista. Sono tutti elementi che attraggono lo sguardo verso di sé (con in più il vantaggio di mascherare eventuali asimmetrie).
4) Elementi per nascondere: colori a tinta unita; colori scuri, desaturati; linee asciutte, dritte, senza dettagli, tessuti e vestiti lisci, senza decori o parti in rilievo o che attirino l'attenzione. Questi invece sono tutti elementi che all'occhio non interessano più di tanto.
5) Elementi bivalenti: i tagli degli abiti, per esempio i tipi di gamba o di vita dei pantaloni, la linea dell'orlo della gonna, le maniche e lo scollo della maglia. Tanti elementi spezzati con linee orizzontali finiscono per accorciare (per esempio stivali con dentro i jeans, un maglione a metà coscia e un giacchino corto accorciano, magari vi va se vi sentite troppo alte e secche), mentre pochi elementi interi slanciano (per esempio un paio di pantaloni con piega che vanno a coprire le scarpe fanno le gambe più lunghe). E le righe: una riga spessa orizzontale allarga e sottolinea, una riga fine verticale allunga e smagrisce. Qui sta a voi determinare se la cintura per segnare il punto vita vi sta meglio spessa o stretta, se i pantaloni vanno meglio a sigaretta o a palazzo. C'è sempre google a darvi una mano!

Io? Credo di essere un bel rettangolo, anche se non sono tremendamente alta come dicono, ma è tutto piuttosto uguale, non c'è niente che sporga o rientri più di altro... nemmeno i capelli XD

*Edit 1/2/11*

Ho trovato un sito che ha spiegato davvero bene i vari tipi di fisico, con anche delle foto esempio, è in inglese, ma le foto parlano abbastanza da sole ;)
Donna Pera
Donna Rettangolo
Donna Clessidra
Donna Mela
Donna a V o triangolo invertito

sabato 22 gennaio 2011

Pettegolezzi


Lo sapevate che il termine "giudicare" non ha un contrario? Ha un sacco di sinonimi, ma un vero e proprio opposto non ce l'ha. E lo sapevate che viene da jus-dico? Letteralmente: dire la legge, pronunciare sentenze.
Poi, lo sapevate che secondo alcuni studi il pettegolezzo è alla base (beh, fra le basi) dello sviluppo del linguaggio? Suppongo che gli inverni nelle caverne a spellare bestie fossero molto lunghi e noiosi...
Confesso che qualche anno fa controllavo quotidianamente e assiduamente il sito di Perez Hilton... inizi con una notizia qui e una lì, poi ci sono gli aggiornamenti sui film di Burton in tempo reale e poi ti trovi avviluppato in un'assuefazione crescente.

E tutto questo porta a...? Chiederete voi.
Momento! Ci sto arrivando! Risponderò io.

Il pettegolezzo in sé è poca cosa, tutti lo facciamo o l'abbiamo fatto, per esteso quando parlate di un amico comune, che magari non c'è e vi stanno spiegando perché non può esserci, anche quello è pettegolezzo.
Solo che ci sono pettegolezzi che possono rovinare la gente (provate a immaginare di diffondere, in ufficio, il pettegolezzo che il tal tipo è un molestatore... auguri poveruomo!), ma più semplicemente, per non andare sempre a tirare in ballo esempi al limite dell'estremo, i pettegolezzi rinculano come i fucili.

Sapete che si dice sempre che non bisogna prestare attenzione a quello che gli altri dicono di noi. Si sa, si dovrebbe fare... ma poi riuscirci sul serio è più difficile: è da quando siamo nati che viviamo immersi nelle persone, e volenti o nolenti è da quando siamo nati che la loro opinione ha effetti su di noi (nello specifico influenzano la visione che noi stessi abbiamo di... noi stessi!).
Liberarsi di questi effetti è cosa buona e giusta, richiede tempo e sforzo ma si può fare: devo aver già scritto su queste pagine che il fatto che vostra madre vi preferisca coi capelli corti non ve li accorcia effettivamente, e che la vostra opinione vale tanto quanto la sua (o di chiunque altro), e che il modo migliore è dimostrare la validità di quello che pensate con le vostre azioni.

Ma come si fa a liberarsi del giudizio degli altri se siamo i primi a spararne a tutto spiano? Come si può liberarsi dell'effetto che il commento "Ma come ti sei pettinata?" ha, quando siamo i primi a guardare una foto e dire "oddio, ma com'era conciato?".
A me sembra logico e matematico che se il nostro cervello funziona in modo da sputare una sentenza appena ce n'è l'occasione, allora è anche automatico che accusi il colpo di sentenze simili che vengono da altri su di noi.
Sono un insieme di sentito dire e pensiero medio comune, non c'è niente di male a volersi omologare con gli altri, a voler partecipare ed essere accettati, cavoli, è la base della società! Se poi ascoltate attentamente come vengono formulati quei pettegolezzi noterete che più o meno vanno così: "Ohmmamma guarda là!? io mi vergognerei tantissimo". Io mi vergognerei, evidentemente quello non si vergogna, e soprattutto: io mi vergognerei perché io trovo che sia risibile e quindi io penso che se io mi conciassi così altri riderebbero di me perché io sto ridendo di quello.

Ho smesso di guardare siti di gossip appunto quando ho notato che le mie reazioni erano sia più stronzette sia più permalose.
Devo dire che da quando ho smesso sto incredibilmente meglio, mi offendo moooooolto ma molto meno e ormai mi viene difficile dire "Guarda queeella, ma cos'ha addosso?" anzi, quando capita di sentire commenti del genere rispondo "ma se a lei piace, a te che male fa?". Sì, lo so, sono fastidiosa lo stesso :P
(Questo non significa che mi piaccia tutto quello che vedo, ma almeno non penso che il mio gusto dovrebbe essere una legge universale ;) ).

E voi? Problemi coi pettegolezzi? Rimedi per liberarsene? Dite dite.

martedì 4 gennaio 2011

Lettere aperte


Cara tu,
che hai 15 anni, più o meno. Che vai in giro con gli stessi pantaloni di velluto a coste e le sciarpe enormi, come le usavo anch'io dieci anni fa, e come le usavano altri dieci anni ancora prima. Che sul treno leggi Efraim Medina Meyes, e io leggevo Martin Millar, insomma, basta che ci sia del rock da qualche parte. Che hai gli occhi cerchiati di khol nero e le scritte sullo zaino vecchio e malconcio. Che hai una testa piena di pensieri, anche profondi per la tua età, e lo sai, piena di aspettative e ideali.
Sappi che ti farai male da lì a qui, ma sappi che ogni volta ne uscirai più forte e più saggia. Sappi che probabilmente il periodo più duro deve ancora arrivare, ma poi finisce, e ne esci pure a testa alta, so che adesso non ci credi ma sarai anche felice, contenta, sorridente.
Sappi che sotto i pantaloni con la piega e la borsetta da ufficio, che io porto perché devo e che tu guardi storto, c'è ancora la voglia di spaccare il mondo a metà per vedere cosa c'è dentro e poi rimetterlo insieme come meglio preferisci.
E anche se in un certo senso potrei dirti "cazzarola, ce l'hai fatta!!!" posso anche dirti che no, non si trova la risposta a tutte quelle contraddizioni e incongruenze che stai appena iniziando a collezionare... però impari a metterci del tuo, dargli un tuo ordine e andare avanti così. Posso dirti che fai bene, quando ti chiedono "come ti vedi da qui a dieci anni?", a rispondere semplicemente "venticinquenne", perché adesso ti sembrano un'eternità di tempo, ma passano in fretta e tutto si rivolta come un calzino. E ti posso assicurare che dentro ci si sente sempre uguali, anche se un pochino diverse, e che questa frase avrà perfettamente senso.
Insomma, ora sto rischiando di cadere nel banale e nello stucchevole, e già fai fatica a darmi credito, perché è risaputo che un po' di cinismo funziona come scudo, ma corrode anche un po'. Niente di irrimediabile, sia chiaro.
Ecco qua, l'idea era nata come una lettera alla me stessa quindicenne, ma poi mi sono guardata in giro e ne ho viste tante di quindicenni com'ero io, e io avrei tanto voluto qualcuno che mi dicesse "stai andando bene, continua così, non è facile, ma ne vale la pena". Capito? ;)


E adesso cara tu,
anzi, io, fra dieci anni, quindi 35. Adesso forse qualche idea ce l'ho su come mi vedo,ma di certo non ho tanto da dire come prima. Se elencassi tutto quello in cui spero diventerebbe come una letterina di desideri per Babbo Natale. Pure banalotta. In ogni caso io ce la metto tutta, e anzi, mi butto pure in un paradosso temporale: spero che tu sia contenta del lavoro che ho fatto, di come ti ho reso le cose, ho intenzione di seguire passioni e aspirazioni, fino ad adesso è andata piuttosto bene facendo così. Ora come ora non chiedo altro che indipendenza e la capacità di non ingrigire. Ma conoscendoci... è molto difficile ;)

lunedì 27 dicembre 2010

Ricetta post-natale

 

Ricetta post-natale (applicare almeno una coppia di elementi)

- dormi di più
- fatti una luuuunga doccia calda e riempiti di essenze, maschere, creme, scrub e trattamenti casalinghi (un bagno caldo va anche meglio)
- bevi due litri d'acqua
- mangia tanta frutta e verdura, ma non saltare i pasti (fa peggio) magari una pasta integrale con sugo di verdure
- fai una passeggiata
- fatti su in vestiti larghi, morbidi e caldi, non legare nemmeno i capelli, non truccarti e non metterti le lenti (io sto andando di gocce umettanti!)
- parola d'ordine: cazzeggio. Pisola, leggi uno dei libri arrivati sotto l'albero, disegna, datti agli hobby, ascolta musica, fai quello che vuoi insomma! E se vuoi non fare proprio nulla!
- si accettano suggerimenti: qual è il vostro rimedio migliore post-natalizio? Dite dite, che oggi sono fra gli estratti a sorte che sono andati a lavorare!

lunedì 20 dicembre 2010

Regali lastminute (a basso budget)


Quest'anno sono riuscita ad organizzarmi abbastanza per tempo, complice anche il fatto di aver scritto "ordinare regali online" sul primo di novembre appena avuta l'agenda nuova l'anno scorso.
Alla fine online non ho ordinato praticamente niente, e mi sono arrangiata con l'ultimo weekend di novembre. Mi sono infilata in libreria e ho fatto felici tutti.

Quindi se  siete in giro con una lista di bravi bambini ancora senza regalo: entrate in una libreria.

Perché? Ha mille vantaggi:

1) C'è sicuramente un libro per tutti (non sta a me citarvi l'intera disponibilità di una libreria eh?): anche per chi non ha tempo di leggere ci sono libri molto sottili ma molto carini, e per chi non ama leggere: un libro umoristico si trova sempre.

2) Ci sono sempre varie edizioni e offerte, ovvero potete trovare di tutto per tutte le tasche. Ormai poi sono anche tutte organizzate con tessere fedeltà e raccolte punti per avere ulteriori sconti.

3) Se proprio siete in bolletta (tranquilli, vi capisco) c'è anche l'opzione libreria dell'usato: oltre a risparmiare regalando comunque un oggetto che non risente dell'uso, avete il valore aggiunto della pagina ingiallita e profumata di carta.

 
4) Tornando alle librerie moderne, anche se ci si trovano e-reader e compagnia bella (ma qui si parla di budget limitati e magari "pensierini" dell'ultimo momento), ci si trova davvero di tutto: poster, puzzle, dvd, cd, agende, bloc notes, penne, peluches, tazze, calendari, gift card (a me era piaciuta tantissimo nonostante mia madre si scusasse dicendo "Caspita non avevo proprio idea di cosa prenderti!") e insomma... oggettistica varia, almeno vi evitate di dover gironzolare per mille diversi negozietti.

5) La mia parte preferita: credo che regalare un libro sia sempre un bel gesto, perché implica doversi prendere almeno un minuto per pensare alla persona in questione, pensare ai suoi gusti e alle sue preferenze e quindi scegliere il libro come se si fosse nei loro panni. Un libro è un po' come un complimento: riflette sempre quello che chi lo riceve ispira in chi lo regala, o per lo meno l'attenzione prestata.
E' un vero "pensierino" ;)

6) Un libro è comunque un ritrovato tecnologicissimo per il teletrasporto: dalla tua poltrona vieni catapultato in tempi, luoghi e universi altri dal tuo. E' come regalare un biglietto per un viaggio magico. E non lo trovi da nessun'altra parte se non in un libro.

Che ne dite? Vi ho convinti? ;)

venerdì 17 dicembre 2010

Shyguy (ragazzo timido)

 

Non sono qui per spiegarvi come in realtà questo personaggino fosse stato disegnato per un altro videogioco ma poi, visto il successo, incorporato a Super Mario.

Sono qui in qualità di zia Euforilla: la referrer list, quello strumentino utilissimo che mi dice chi arriva su Professione Musa e con quali ricerche, mi ha segnalato più volte ricerche del tipo "essere timidi con le ragazze".

Punto primo quanto scrivo sulla timidezza è unisex, anche se mi rendo conto che questo blog abbia un'allure decisamente femminile.

Quindi per mettere in pari le cose eccomi qui cari i miei ragazzuoli, consideratemi la vostra infiltrata in terreno ostile (che ostile non è, e questa forse è una delle prime cose da capire).

Siccome siete uomini, pragmatici e non amate troppi ghirigori andrò di un elenchino comodo comodo, ok?

Regola #1) Non esiste, ahimè e ahivoi, un manuale che vi dica come fare (dimenticate tutte quelle vaccate scritte sulle riviste maschili), non esiste una regola generale per la popolazione femminile, qualche generalizzazione forse forse, un po' tirata per i capelli, si può fare, ma non mi fiderei troppo. Quindi vi dispiace se partiamo dal presupposto che una "ragazza" innanzitutto è una "persona"?

#2) Ci tocca partire da voi quindi, vi siete mai chiesti perché la bella biondina che vi interessa vi sembri così cinica e crudele? Insomma, perché avete "paura"?
In più scommetto che avete già provato a farvi un film del peggior esito possibile. Bene, ora voglio che vi facciate il film inverso: ricordatevi che è sempre tutto al 50 e 50, quel che può andare male può anche andare bene!

#3) Se tutti i vari discorsi sulla timidezza (sia i miei, sia quelli che trovate in giro, sia quelli che sentite da persone fidate) ancora non avessero fatto effetto (perché faranno effetto solo quando vorrete davvero che lo facciano) potete provare con l'attività fisica, lo so si fa fatica, adesso fa freddo, si suda, è una palla... però, oltre all'ovvio vantaggio in salute, e al vantaggio collaterale di avere un aspetto migliore (che diciamocelo, in questi casi aiuta almeno un pochino), aumenta l'autostima e la sicurezza di sé, che in fondo è proprio quello che andate cercando, soprattutto se si tratta di far colpo eh?

#4) Ultimo ma non meno importante, anzi, forse il consiglio per cui ho iniziato tutta sta spatafiacca: ma se veramente la biondina in questione vi ridesse in faccia, vi calpestasse brutalmente, vi sputasse in un occhio e vi chiamasse rospo sfigato... ma veramente voi vorreste continuare a frequentare una stronza del genere? No dico... per quanto bionda e bella sia, non fissatevi con un'acidona, il mondo è pieno di donzelle che sono lì a farsi le stesse paranoie di timidezza, le stesse domande di curiosità su di voi. Vedi regola n°1: siamo persone, e quindi, tendenzialmente (non potendo appunto generalizzare e non potendo purtroppo escludere la grande famiglia degli "stronzi" da nessuna altra categoria che possa mai essere presa in considerazione) nessuno vuol far soffrire gratuitamente nessun altro.
In fondo non dovete farle una dichiarazione plateale con fiori e cioccolatini, buttate lì qualche suggerimento, qualche complimento: se vuole cogliere... ;)

martedì 14 dicembre 2010

21gg n°5 - Lasciarsi andare

 


Questo test dei ventun giorni è stato qualcosa di assolutamente estemporaneo e non programmato.
Ma mi ha dato da pensare (ora, onestamente, a me cosa non dà da pensare? Sono un po' cervellotica in quel senso...).
Credo ci siano due significati del termine di lasciarsi andare: 1) lasciar perdere qualsiasi cosa, votarsi anima e corpo all'entropia e tutte queste simpatie; 2) non prendersi troppo dannatamente sul serio.

E! Io posso dirvi con orgoglio e soddisfazione di averli sperimentati entrambi: stavo organizzando le mie giornate al millisecondo, fino al momento in cui ho dovuto "sprecare" ben cinque minuti per far passare il fischio nelle orecchie e il nero dagli occhi... eh sì, mi stavo spremendo un po' troppo.
Allora ho iniziato a rallentare, il mio livelllo di ordine è tornato a meno di zero... ma io finalmente ho imparato che a volte va bene così, che non essere sempre al 100% dei miei standard va bene lo stesso.
Ma soprattutto che il mio corpo e la mia testa hanno bisogno sia dei loro ritmi, sia di un po' di tempo per rilassarsi...
Voi non avete idea di quanto abbia fatto bene anche su un piano più metaforico: ho scazzato? Eh, va beh, chi se ne importa! Siamo qui per divertirci! A voi sembrerà forse una banalità, ma per me è stata una grande conquista ;) Si vive molto meglio!

Ah, e comunque, dopo aver smesso di prendermi così dannatamente sul serio mi sono divertita un mondo e ho ricominciato a tenere in ordine il disastro che mi ero lasciata dietro!

mercoledì 8 dicembre 2010

Essere Felici

img

Io sono felice.

Ora voi. Provate a dirlo davvero.

Molti non ci riescono, se non per sfottere (o sfottersi?), non ci credono, non pensano sia possibile, si sentono in colpa o chissà che.
Soprattutto perché molti idealizzano la felicità, la confondono con uno stato di beatitudine assoluta, un nirvana terreno e irraggiungibile. Esempio banale: se penso che sarò felice solo quando raggiungerò X sto già rimandando la mia felicità, e tanto quand'anche dovessi davvero arrivare a X non ne sarei soddisfatto, rimandando di nuovo.

Cavoli, ve lo può dire anche google che la felicità è uno stato d'animo, una disposizione mentale, una scelta da fare adesso. Sì, sono anche convinta che sia una naturale conseguenza dell'essere positivi e ottimisti.
E di nuovo, tanto per ribadire un po' il concetto, non significa essere sempre costantemente felici per qualsiasi cosa, significa scegliere a quali cose dare importanza e scegliere come sentirsi al riguardo.
Questo implica anche una grande conseguenza: scegliere battaglie per le quali valga davvero la pena combattere (e scusate lo sfarzo della frase!).

In ogni caso Epicuro ha scritto una gran bella Lettera sulla Felicità (non sono molto per l'ipse dixit, ma al momento mi fa comodo, e quindi perché non iniziare dall'inizio, fra tutti quelli che hanno scritto di felicità? ;) )
In più ho un debole per belle immagini con belle scritte, quindi beccatevi un po' quelle che ho selezionato!






venerdì 26 novembre 2010

24 ore in Pavia

 
Il Ponte Coperto

Buondì! Oggi mi unisco a un "Blog-Carnival" organizzato da Siobhan, una sorta di guida turistica a basso budget, seguite i link che lei posta e vi fate un bel giro per tutto il mondo, con guide d'eccezione! Insomma, volete mettere in 24 ore quante cose si scoprono con qualcuno del posto? ;)

Qui oggi nevica, e pure parecchio, quindi forse è proprio il giorno migliore per sedersi a leggere e viaggiare con la fantasia! Benvenuti a una giornata di passeggiate per Pavia, mi raccomando: scarpe comode!*
Oh, tutte le foto sono cortesia di Google Immagini!

 
Piazza Petrarca senza mercato, con vista sul muro dei Giardini Malaspina

Che ne dite di iniziare con cappuccino e brioche? Ci sono un paio di barettini che secondo me vorreste provare!
Diciamo che è sabato, piena primavera e il tempo è bello. Dopo colazione allora si va al mercato in Piazza Petrarca, a fare un po' di shopping (io ci trovo dai vestiti alle borse, e tutto per prezzi contenuti ma la qualità non manca... o e per chi fosse interessato ci sono anche "knock off", ovvero le imitazioni!). Volendo poi c'è anche il mercato a KM 0, se mai voleste comprare qualcosa di buono, locale e stagionale da portare a casa!

 
Corso Cavour

Niente ci vieta di fare un giro anche in negozi più impegnati di un mercato (sarà che io adoro gironzolare fra le bancarelle!), e quindi via di cardo e decumano, ovvero delle belle vasche (così si dice da queste parti) fra Corso Cavour e Strada Nuova. Però prima di arrivarci, uscendo dal mercato in via XX Settembre, permettetemi di portarvi nella mia libreria preferita, era un vecchio cinema e prima ancora era una chiesa! 
 
Strada Nuova

Mi sa tanto però che ora è tempo di fermarsi un po', vi ho fatto camminare a pieno ritmo sta mattina!
Propongo un panino al Bar Bordoni, vicino a piazza della Posta, oppure un piattone all'Ateneo, dietro all'Università (oh, quest'ultimo volendo ha anche i panini coi nomi delle band metal, mi divertono sempre un sacco!).

 
Università Degli Studi di Pavia

Allora, che si fa questo pomeriggio? Vi lascio ampia scelta, anche se credo che si riesca a fare tutto. Ma se volete un po' di relax nel verde possiamo andare al parco del Castello Visconteo (il primo castello italiano costruito come residenza, e non come fortino da difesa), oppure nell'area Vul, in riva al fiume e vista Ponte Coperto, oppure ancora una passeggiata in Vernavola!
Se siete più tipi da storia dell'arte mi sa che niente vi leva un giro fra chiese (ne nomino solo un paio: San Michele, dove è stato incoronato Carlo Magno, o San Pietro in Ciel D'Oro, dove riposano i resti di Sant'Agostino).

 
San Michele

Va beh, pausa, è tempo di mangiarci un gelatino, in Strada Nuova c'è una gelateria che fa gelati artigianali, con ingredienti biologici, e anche alcuni gusti adatti ai vegani!

 
Castello Visconteo

Oppure! Volete un pomeriggio culturale? Si va a visitare l'università (in cui ho studiato anch'io! Ah! Ok, la smetto), è la seconda o la terza d'Italia, per anzianità e importanza se non sbaglio, e ci hanno studiato testoline come Volta e Porta, anzi, ve lo faccio dire meglio dal museo di Storia della Medicina... che fra l'altro è pieno di cose inquietanti!!!

 
Vista del Duomo dall'area Vul

Sì, credo ci sia tempo per fare tutto quanto, ma ora per me è tempo di aperitivo. Il che significa ovviamente Piazza Vittoria: scegliete un bar, quello che vi ispira di più! E mentre siamo qui a riposare i piedi (spero abbiate seguito il mio consiglio e vi siate messi scarpe comode!) pensiamo un po' a dove andare a mangiare. Un piatto di pasta, una pizza? Allora si va alla Pergola, anche se è un po' lontanuccio. Se volete un risottino invece ci si dirige su qualche Osteria. Oppure ancora se vi va qualcosa di etnico abbiamo dal greco al sushi bar, dal cinese allo spagnolo, dal messicano al libanese!

 
 Piazza Vittoria, Broletto sulla sinistra, e Duomo ancora!

Suppongo che ora la vostra pancina sia bella piena, urge andare a smaltire con gli amici, chissà magari sta sera suonano a Spaziomusica, oppure si fa un giro per una birretta al Broletto, oppure al Black Bull (Piazza Duomo), i miei pub preferiti: bell'ambiente e bella musica in sottofondo!

Dopo un po' però sono stufa di star seduta, fuori c'è bel tempo e io ho bisogno di dolce, che ne dite di una cioccolata da Cesare (Corso Garibaldi)? Fidatevi di me, è la cosa più buona del mondo! Fra l'altro fanno la panna montata fatta in casa... avete l'acquolina adesso eh?

 
Corso Garibaldi

Caspita, s'è fatto davvero tardi, e la giornatina di oggi si sta facendo sentire. Forse è ora di andare a nanna, e pensare che se avessimo avuto una macchina a disposizione e un po' più di tempo ci sarebbero state La Certosa di Pavia da visitare, e Milano a un tiro di schioppo.
Ovvio che dico tutto questo con la speranza che vi siate divertiti e vogliate tornare e restare un po' di più ;)


* Sto diventando fan degli asterischi in fondo alla pagina!
Ho segnato i nomi delle vie principali in cui gireremo, ho messo alcune foto, ma se andate qui, e usate lo street view potete fare davvero un mini tour virtuale! Adoooooro la tecnologia quando fa così!!!


BONUS!!!
Ecco i link agli altri fantastici blog che vi portano in giro per il mondo!
Cavoli, che voglia di far valige!!!



Godeteveli!!!

martedì 23 novembre 2010

Labyrinth - Dove tutto è possibile

 

Buon compleanno a me!!!
E per l'occasione festeggiamo con uno dei miei argomenti preferiti! Labyrinth!
Siccome non posso riprodurvelo integralmente qui, ho deciso che farò un post alla "Lo sapevate che...?"
ATTENZIONE: se non avete mai visto questo film potrei rovinarvi dei punti, quindi andate in fondo all'asterisco *

Ed eccoci al via.
Lo sapevate che...

...è un film moooolto anni ottanta (basta guardare i mocassini e le sopracciglia di lei!), precisamente è dell'84
..."lei" è una certa Jennifer Connelly, e aveva solo 14 anni in quel film, ed era già troppo troppo bella?
...la colonna sonora è fatta quasi interamente da David Bowie, nonché Jareth re di Goblin, e-scusate-se-è-poco!
...oltre a questi due attori (ma proprio attorucoli eh...) ci hanno lavorato nomi come Jim Henson (Muppets), Brian Froud e George Lucas (Guerre Stellari, tanto per nominare un filmettino da poco)
...non c'è computer grafica (se non per il gufo all'inizio... e pensate sempre che era l'84!), ma sono tutti robot, pupazzi e costumi?
...ci sono comunità online dove potete sapere anche che numero di scarpe portavano le fatine che mordono? Fra l'altro con fanfiction, e informazioni relative al libro che è stato scritto dopo (io l'ho trovato usato per pochi euro, grazie ancora Spleen per la segnalazione!) o ai manga disegnati come continuazione (questi mi mancano, sarei curiosa, ma non sono del tutto sicura di voler sapere che ne hanno fatto), e con l'eterna questione "Ma se facessero un remake ora, chi potrebbero mai usare?", la risposta più comune è "speriamo non lo rovinino MAI con un remake!"
...in inglese il verme non ha un accento francese, ma uno molto cockney di Londra? E che tutti gli altri animaletti e personaggi hanno vari accenti inglesi, invece che vocette strane?
...la scena delle scale è basata sui disegni di Escher?
...Toby è il figlio di Froud e si chiama veramente Toby?
...se guardate bene in camera di Sarah, all'inizio del film, ci vedete tutti i personaggi che troverà poi?
...è una fiaba moderna? Nel senso che per lo meno non è la solita principessina svampitella che deve essere salvata da un bacio del principe azzurro, ma è un'adolescente che fa una cazzata e deve rimediare e crescere per farlo, e non si fa abbindolare da un affascinante ma crudele re di goblin... anche se a essere sinceri un re di goblin così che ti dice "dimentica il bambino", dato il mio senso materno completamente assente, a me avrebbe convinto per bene XD
...il labirinto, in quanto tale, ha una storia e una simbologia antichissima (si va da labirinti risalenti a cinquemila anni fa, ad oggi, dove ancora i labirinti nei giardini o nei parchi divertimento sono ancora utilizzati), in genere sono disegni geometrici di un sentiero inestricabile... e lo scopo è arrivare al centro e poi uscirne. Facile capire come sia un simbolo di un viaggio iniziatico, o per dirlo con la terminologia di oggi, più psicologica che alchimista, un viaggio di formazione, il cammino della vita. Oh come sono profonda! E lo sapete che la parola labirinto ha origine dal greco (almeno così pare) lebheris, ovvero lepre?
...la scena del ballo nella bolla (scusate il gioco di parole) è l'unica con la presenza di altre persone reali?
...trovo che sia un film altamente logico/filosofico? Può sembrare sciocco, ma prendete Gògol che all'inizio non dà le risposte giuste a Sarah perché lei non fa le domande giuste, lei che dà tutto per scontato, il poter domandare solo a uno dei quattro guardiani alle porte, il poter parlare con dei batocchi solo che uno non sente ma parla l'altro sente ma non può parlare, gli esserini che girano le piastrelle, Jareth che velocizza il tempo perché lei dice "è un gioco da ragazzi", la soluzione del "giuro" di Sir Didimus, la finta risposta del Saggio, la formula finale di Sarah, le promesse di Jareth (fai come dico e io sarò il tuo schiavo... sembra assurdo, ma ha la sua logica)... cavoli, avrei potuto farci una tesi di laurea!!!

Ok, taglio qui se no non me la cavo più... e soprattutto ora m'è venuta voglia di rivederlo!
E voi l'avete mai visto? Piaciuto? Anche voi ora vi esaltate con un labirinto, con le bolle di sapone, con i pigiami a righe, con le sfere di cristallo, con le canzoni di Bowie e con gli orologi con tredici ore? Mostratevi! Non siete soli!
Ah, e ho anche chiesto a Sadako di fare la sua versione in cinque minuti, sono curiosissima di vedere che ne uscirà! ^^

* Non avete mai visto Labyrinth? Aspettate, riformulo...
NON AVETE * M A I * VISTO LABYRINTH?


E cosa diamine state aspettando, siete ancora qui???

venerdì 19 novembre 2010

21gg n°4 - Vitamine

 

Lo so, è una vita che non aggiorno questo progettino, ma ho due motivi principali: 1) ho messo troppa carne al fuoco (le sfide, lo stile, e tante altre cose in arrivo) su questo blog e ora cerco di stargli a dietro pian pianino (anche se sono contenta di riuscire a fare tre post la settimana invece di due)
2) durando 21 giorni ci vuole il suo tempo (e questa frase non è per niente in un italiano corretto).

Ma comunque!

Ho preso vitamine per 30 giorni (il flacone era da trenta pastiglie) e devo dire che hanno fatto la differenza: la pelle stava benissimo (e le donzelle sanno in particolare a cosa mi riferisco, nell'arco di tempo di un mese, nevero?), dormivo come un bambino ed ero sempre perfettamente riposata, mai stanca.

Fra l'altro le ho prese nel periodo del cambio di stagione, che in generale per me significa stare uno straccetto.

Quindi credo ripeterò, ma per ora magari la cosa migliore è cercare di ricordarmi di mangiare più frutta e verdura di stagione.
Eh sì, me ne esco sempre con la scoperta dell'acqua calda e mia madre che dice "te l'avevo detto" eh? XD

martedì 16 novembre 2010

I commenti su youtube sono inutili

 


Ok, titolo sibillino, più nello specifico sono inutili le discussioni animate, meglio conosciute come litigate, su internet in generale.
Per i semplici motivi che vado a elencare

1) se pubblichi qualcosa su internet sai di esporti, che sia un video, un post su un blog o un intero sito.
2) lasciare i commenti lascia libertà di critica o apprezzamento, il "Se non ti piace non guardare" non ha senso: primo, devo prima guardare per sapere se mi piace o meno, secondo può aver senso solo in casi di accanimento (non t'è piaciuto, l'hai detto, basta). In fondo c'è anche il vecchio detto "Se non hai niente di carino da dire, non dire nulla", ma non vogliamo limitare la libertà di parola di nessuno.
3) l'accanimento può essere di due tipi: il fan, l'hater.
4) nota a margine "Haterz gonna hate" ovvero gli "odiatori" (letterale) continueranno ad odiare.
5) le conseguenze dell'accanimento sono queste: nel caso dei fautori errori evidenti diventano giustificabili, nel caso dei detrattori ogni motivo è buono per scatenare la polemica. Solo che poi si passa (fautori e detrattori, parlo di entrambi in tutto il post!) al criticare aspetti che non hanno nulla a che fare con l'argomento in oggetto.
6) E' raro che questa gente cambi idea, e comunque l'insulto gratuito non aiuta di certo. In ogni caso chi ha postato non risponde, perché tanto si tornerebbe ai punti 3 e 5. Ed è meglio così, essendo persone normali e non oratori navigati, rischiano, rispondendo, di fare peggio che stando zitti (per esempio insultando involontariamente anche chi è "dalla loro"). Consiglio principe: funziona come alle elementari, lasciate stare, la gente si stuferà di non causare in voi reazioni violente (e no, levare improvvisamente i commenti dopo essersi costruiti un audience proprio grazie a quelli non funziona, almeno secondo me: internet è fatto per la condivisione)
7) Si verificano escalation nell'assurdo, il commento passa dall'argomento trattato in origine, all'insulto gratuito a chi s'è esposto, al suo aspetto fisico, e poi insulti fra commentatori, insulti alle madri dei commentatori e così via.
8) Fino a incappare nell'argomentazione principe: "Sei solo invidioso". Jung non aveva tutti i torti (vi rinfresco la memoria: quello che ci dà fastidio in altri è qualcosa che ci dà fastidio o che vorremmo in noi stessi), ma è anche vero che nessuno è esente da traumi/transfert/compensazioni. Anzi, a volte sono proprio questi a definire le personalità, ma questo è un altro discorso. Insomma, si cade in un circolo vizioso e in qualcosa che ricorda molto la storia della Volpe e l'uva.

Chiuderò con due citazioni (adoro le citazioni!)

° Non discutere mai con un idiota: ti porta al suo livello e poi ti batte per esperienza.
° "Detesto ciò che dici, ma mi farei uccidere perché tu possa sempre dirlo" Voltaire (Je déteste ce que tu dis mais je me ferais tuer pour que tu puisses toujours le dire)

mercoledì 3 novembre 2010

Lucca Comics and Games 2010


Peccato per l'acqua a catinelle, la ciocchina nel piede e qualche défaillance dell'organizzazione.
Ok, a parte queste piccolezze insignificanti, parliamo del Lucca Comics.

Lo sapevate che è il terzo, per importanza, festival del fumetto al mondo? Ecco, io no. Potrei rinominare questo post "le mille cose che non so". Ho scoperto un universo nuovo e me ne sono innamorata.
Non che non conoscessi proprio nulla, ho letto qualche manga, guardato più di un'anime, e giocato a un paio di videogiochi, ma mi sono resa conto di aver sempre visto questo mondo da lontano, quasi col binocolo!

Non so se sia un bene o un male, ma c'era talmente tanta gente, accalcata tutta dentro gli stand (anche causa pioggia), che ho a malapena visto ciò che era esposto sulle bancarelle... in parte però è un bene: avrei comprato molta ma molta più roba... c'erano conigli a valanghe!

Siamo comunque riusciti a vedere un sacco di cose, compresi incontri con Terry Moore e Luis Royo!
E poi Miriam, della scuola del fumetto, mi ha disegnato quest bellissimo coniglio *_* (consiglio spassionato: date un'occhiatina al suo blog!)


 
img by me

Ma soprattutto parliamo dei Cosplay. Non credo di dover essere io a dirvelo ma c'è gente che passa i mesi a costruirsi il costume, a curare i particolari nel minimo dettaglio, ci spendono impegno e anche soldi suppongo, ma i risultati sono spesso spettacolari.
No dico, guardate questo Jareth, nonché re di Goblin.


img by me

Ora, si dà il caso che Labyrinth sia il mio film preferito, in assoluto, l'unico film che credo di sapere completamente a memoria... e quest'uomo è l'incarnazione di David Bowie fatto Jareth.
Se per caso hai cercato su google "Jareth re di goblin Lucca comics and games 2010" e sei finito qui sopra e sei l'omino che tanto gentilmente s'è fatto ritrarre in foto: dimmi dove posso farti una statua, perché una cosa così stupenda non l'ho mai vista. Grazie!

Bene, deliri da fan a parte, credo tocchi alle varie "menzioni d'onore": siamo tornati al B&B in cui eravamo stati quest'estate, e non è un'esagerazione dire che la sera tornavo stravolta e pensavo "mmmm... che bello domani mattina si fa colazione"! Lucca come sempre è stupenda, e vederla invasa da ogni genere di creatura e personaggio è anche meglio, se poi si riesce a mangiare pure bene (complici scelte d'orario piuttosto azzeccate) l'esperienza prende tutto un altro risvolto. Quindi se vi capita andate all'"Enoteca", che a dispetto del nome è una birreria/paninoteca: dopo averci messo un po' a scegliere un panino fra tutti quelli che hanno (uno più buono dell'altro, almeno per i 4 che abbiamo assaggiato), prendetevi tempo e sceglietevi una birra, sul menu sono divise per stato di provenienza... fantastico!!! E poi le cameriere e i camerieri sono tutti gentilissimi, cosa che non guasta mai ;)

Chiudiamo con la cosa che mi è piaciuta di più di tutte, tanto che già dal primo giorno continuavo a ripetere a Mr. Faun "l'anno prossimo ci veniamo più organizzati, l'anno prossimo ci veniamo in maschera anche noi, l'anno prossimo blablabla".
Oltre a una vetrina continua di passione e talenti messi in costume, vedere gente che si mette in posa per farsi fotografare, vedere persone "normali" che per una volta guardano quelli "strani" con ammirazione, venire fissati (ebbene, il 31 mi sentivo un po' fatina in incognito... ma a confronto con certe opere ero una coi codini e tre glitter in faccia) senza sentirsi fuori posto per due giornate intere è qualcosa di meraviglioso.

Insomma, sono stati due giorni bellissimi per un sacco di motivi, e oltre a un paio di orecchie da coniglio, sono tornata a casa piena d'ispirazione, ammirazione e voglia di fare!